Utilizzo della ginocchiera elastica in fibra di carbonio e taping integrato “C-Knee” e di pressore sottorotuleo in maltoprene “T&ON” durante il recupero dell’ attività agonistica di una ginnasta di rilevanza nazionale affetta da Morbo di Osgood-Schlatter: case report

 

A Tentorio  CEO Tenortho srl

L Soggiu   Biomedical Engineer Tenortho srl

M Annoni MD       CMO Meditel Group – Gal lab

 

 

XX, 13 anni.

 

Anamnesi patologica remota

  • Iposomia e rallentamento strutturale in follow up e senza indicazione a terapia ormonale
  • Pregressi episodi di dolore addominale aspecifico

 

In terapia domiciliare con colecalciferolo (vit D3) 10.000 UI/ml 18 gocce alla settimana

 

Anamnesi patologica prossima

La paziente, ginnasta professionista di 13 anni di rilevanza nazionale, durante un arrivo di fase acrobatica di un esercizio al corpo libero ha riferito la comparsa di dolore trafittivo in prossimità di tumefazione di 2 cm sottorotulea laterale del ginocchio sinistro insorta circa 3 settimane antecedenti l’attuale episodio algico.

Persistenza di modesto dolore alla marcia e limitazione algica al carico completo dell’arto inferiore sinistro durante salto e corsa.

 

Esame clinico

Al ginocchio sinistro in prossimità della tumefazione sottorotulea presenza di modesto versamento ed evocazione di vivace dolore alla digitopressione. Normale flesso-estensione attiva e passiva; stress in varismo e valgismo senza dolore; cassetto anteriore e posteriore negativo; ballottamento rotuleo negativo; regione poplitea normale.

Diagnosi strumentale

in considerazione dell’età e del tipo di attività fisica praticata la paziente è stata sottoposta a RMN del ginocchio sinistro con riscontro di parziale distacco della tuberosità tibiale sinistra con iniziale frammentazione e modesto edema flogistico perilesionale

 

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Indicazioni terapeutiche

Sulla base clinica e dell’esame strumentale eseguito le prescrizioni terapeutiche prevedevano:

  • nessun provvedimento chirurgico vista l’attuale fase di crescita;
  • riposo assoluto con astensione dall’attività fisica agonistica per almeno 60-90 giorni e a scomparsa della sintomatologia dolorosa locale o fino a consolidamento del quadro osteo-cartilagineo locale;
  • ghiaccio locale 1 o 2 volte al giorno per una settimana;
  • terapia antalgica come tollerato escludendo l’uso di FANS se possibile per età ed eventuali effetti collaterali
  • applicazione di pressore sottorotuleo durante la normale attività quotidiana;
  • ciclo di laser terapia di potenza FP3 System.

 

In considerazione però dell’attività sportiva praticata e del relativo livello competitivo per la paziente è stato impostato il seguente schema terapeutico:

  • ciclo di 10 microsedute (2 alla settimana) di laser di potenza multifrequenza FP3system con effetto biostimolante e antalgico;
  • utilizzo durante l’attività quotidiana della ginocchiera elastica in fibra di carbonio e taping integrato “C-Knee” e di pressore sottorotuleo in maltoprene “T&ON”;
  • integrazione alimentare quotidiana con glucosamina cloridrato, condroitin solfato, calcio, vit. D3 e vit. C

Grazie all’integrazione terapeutica della laser terapia e dei tutori in fibra di carbonio con taping integrato e pressore sottorotuleo, grazie alla capacità di miglioramento della circolazione sanguigna, di riduzione del’acido lattico e dell’ossigenazione cellulare del C6Tex combinato e del controllo del movimento senza immobilizzazione  con conservazione delle stimolazioni estero e propriocettive del taping integrato, l’astensione dall’attività fisica agonistica si è ridotta a soli 20 giorni, periodo durante il quale è scomparsa la sintomatologia dolorosa locale sia a riposo che sotto carico.

Dopo circa ulteriori 20 giorni di potenziamento muscolare la paziente ha ripreso la normale attività agonistica sempre con pressore e ginocchiera in condizioni di completa asintomaticità e senza nessun tipo di limitazione per il tipo di attività fisica da parte dei tutori.

Vista la costante assenza di sintomatologia dolorosa in ogni tipo di attività fisica, la risoluzione della fase acuta e il confort riferito dalla paziente riguardo all’uso dei tutori è stato fatto, dopo ulteriori 30 giorni, un tentativo di rimozione del pressore mantenendo esclusivamente la ginocchiera con il risultato di assenza completa di sintomi per qualsiasi tipo di attività.

A sei mesi dall’evento acuto e dall’impostazione terapeutica è stata sottoposta a valutazione strumentale di controllo con RMN con riscontro di stabilità del quadro locale e scomparsa dell’edema flogistico periframmentario.

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Discussione e conclusioni

Il morbo di Osgood-Schlatter (osterocondrosi dell’apofisi o tuberosità tibiale anteriore) è una patologia frequente nei bambini di sesso maschile tra i 12 e i 15 anni e di sesso femminile tra gli 8 e 12 anni che praticano attività sportiva agonistica. [1-2]

La tuberosità appare nelle radiografie all’età di 9 anni circa nelle femmine e di 11 nei maschi ed è caratterizzata da 4 fasi di maturazione:

* da 0 a 11 anni:         fase cartilaginea

* da 11 a 14 anni:       fase apofisaria;

* da 14 a 18 anni:       fase epifisaria;

* dopo 18 anni:            fase ossea.

Il morbo di OS compare durante la fase ipofisaria; nel corso della maturazione le cellule cartilaginee della porzione prossimale della tuberosità migrano distalmente; questo rende la tuberosità incapace di contrastare la forza esercitata da un quadricipite ipertrofico, causando una micro avulsione della tuberosità stessa, con un’ossificazione secondaria. [3]

Questi frammenti ossei vengono incorporati successivamente nella restante parte della tuberosità che esita nella prominenza visibile al di sotto della rotula. Talvolta i frammenti non vengono fusi nell’ossificazione definitiva e rimangono liberi al di sotto del tendine con necessità di rimozione chirurgica.

Clinicamente il morbo di OS si presenta con vivace dolore al movimento e alla palpazione della prominenza sottorotulea e rigidità dei muscoli anteriori e posteriori della coscia dovuta alla differenza di sviluppo tra osso e strutture miotendinee.

Nei giocatori di pallacanestro e pallavolo, tra le categorie maggiormente colpite oltre alle ginnaste, spesso la raccolta anamnestica mette in evidenza l’uso di calzature inappropriate durante l’attività sportiva.

La diagnosi clinica è seguita da quella strumentale che solitamente prevede un’ RX del ginocchio in 2 proiezioni, ecografia e RMN per definirne lo stadio e monitorarne la progressione, come scelto nel caso citato. [4-5-6-7]

Il trattamento dei pazienti affetti da morbo di OS prevede la sospensione dell’attività fisica fino a scomparsa della sintomatologia dolorosa, frequentemente in termini di 12-16 settimane, con cicli di fisioterapia dell’arto inferiore, utilizzo di plantari adeguati e ginocchiere di sostegno ove necessario. Alcuni propongono l’immobilizzazione completa con ingessatura per una guarigione più rapida ma con un recupero completo più lungo e difficoltoso.

La chirurgia, molto rara, che prevede il fissaggio dell’apofisi, è riservata a casi con instabilità severa e dolore non controllato. [8]

La risoluzione spontanea con ossificazione avviene solitamente dopo 12-18 mesi. [6]

Nei ginnasti il morbo di OS è molto comune a causa del continuo traumatismo degli arti inferiori, dello sviluppo muscolare conseguente al tipo di attività fisica e dell’età degli atleti (8-15 anni).

Ad oggi questo quadro patologico è presupposto di stop prolungati dall’attività agonistica a causa della sintomatologia dolorosa e della conseguente limitazione funzionale e, non meno importante, della necessità di evitare progressioni peggiorative del quadro clinico con sospensione definitiva dell’attività sportiva e fino alla necessità di terapia chirurgica.

Grazie all’impiego della ginocchiera elastica in fibra di carbonio e taping integrato “C-Knee”, fatta su misura secondo anatomia e necessità di movimento e del pressore sottorotuleo in maltoprene “T&ON”, associate ad un’adeguata terapia sintomatica con fans e di integrazione nutrizionale creata in base alle caratteristiche fisiche e bioumorali dell’atleta, grazie anche all’impiego del laser di potenza FP3 system e di un adeguato programma di riabilitazione, la sospensione dell’attività fisica si è resa necessaria per 20 giorni con recupero completo dell’attività agonistica in condizioni di asintomaticità assoluta in ulteriori 20giorni.

Non sono state rilevate, nei mesi successivi, complicanze in termini di condizioni generali di salute.

La vestibilità della ginocchiera fatta su misura in termini di miglioramento della circolazione sanguigna, di riduzione dell’acido lattico e dell’ossigenazione cellulare del C6Tex combinato e il controllo del movimento in assenza di immobilizzazione con conservazione delle stimolazioni estero e propriocettive del taping integrato hanno permesso la ripresa graduale dell’attività agonistica in tempi brevi e in condizioni di quasi completa assenza di dolore e soprattutto la stabilità del quadro radiologico, come documentato dalla RMN di controllo.

Premettendo che non vi è alcuna pretesa statistica e di codifica di linee guida nel case report, risulta assolutamente interessante evidenziare come in pratiche sportive come la ginnastica artistica, la pallacanestro e la pallavolo, durante le quali l’organismo in crescita, in particolare gli arti inferiori, sono sottoposti a stress meccanici e traumatismi continui con conseguenti e severi quadri clinico-patologici, l’impiego di ortesi su misura di ultima generazione come quelle citate integrate all’impiego di terapie di supporto quali quella laser e una corretta integrazione alimentare possono portare ai due risultati che maggiormente sono richiesti per uno sportivo infortunato: riduzione al minimo del periodo di stop e ripresa rapida dell’attività senza compromissione delle condizioni generali di salute.

Le evidenze descritte possono essere un buon punto di partenza per studi mirati alla codifica di protocolli di impiego delle ortesi di ultima generazione e delle “nuove tecnologie” per un recupero sempre più efficace dopo infortunio.

 

Bibliografia

[1]       Launay F, Sports-related overuse injuries in children, Orthop Traum Surg e Res; 101(2015):139-147.

[2]       Lefort G, Sport e pathologie apophysaire de l’enfant et de l’adolescent. Cahiersd’einsegnement de la SOFCOT. Conference d’einsegnement, 66. Paris:Expansion scientifique; 1998:191-203.

[3]       Frush TJ, Lindenfeld TN, Peri-epiphysealand overuse injuries in adoloscent athletes. Sport Health 2009:201-11.

[4]       Longo UG, Petrillo S, Stem cell e gene therapy for cartilage repair. Stem Cells Int 2012-12 pages.

[5]       Vreju F, A Osgood-Schlatter disease, ultrasonography diagnostic. Med Ultrason 2010;12:336-339

[6]       Bauer T, Miller A, Avulsion fracture of the tibial tubercle in adolescent:22 casese and review of literature. Rev Chir Orthop 2005; 91:758-767.

[7]       Hirano A, Magnetic resonance imaging of OS disease:the course of the disease; Skeletal Radiol 2002; 31:334-42.

[8]       Nierenberg G, Surgical treatement of residual OS disease in young adults: role of the mobile osseous fragments; Orthopedics 2011; 34:176.